martedì 14 dicembre 2010

Cancun, mezza vittoria al vertice Onu - Il summit sul clima si chiude con un atto che va oltre Kyoto, ma senza impegni vincolanti. La Bolivia non ci sta

CANCUN (Messico) - Si erano già levati i calici, moltiplicati gli applausi. A mezzanotte a Cancun (sette ora italiana) l’accordo sul clima sembrava cosa fatta. Il Messico aveva fatto il miracolo. Patricia Espinosa, la presidente della conferenza sul clima, usciva coperta di allori: il Cancun act era una sua creatura. Nemmeno due ore dopo, il panico. Pablo Solon, il capo negoziatore boliviano, il novello Bolivar di questa conferenza sul clima non ha esitato: ha rifiutato l’accordo, con sdegno e decisione. Incurante che gli alleati del suo gruppo Al.ba, l’Alternativa Bolivariana, i contestatori dei vertici sul clima, questa volta erano scesi a miti consigli. Lui no. Panico, indecisione. Le regole di questi vertici dicono che ci vogliono i voti di tutti i partecipanti (194) per far approvare l’accordo. Nelle delegazioni serpeggia l‘indecisione. Christine Figueres, segretaria della Conferenza, alle due di notte è decisa: «Basta il consenso, non l’unanimita» L’ultima parola non e’ ancora detta. Spetta, comunque alla presidente, lei, Patricia Espinosa, artefice del Cancun act. Alla plenaria che deve essere ancora convocata.
L'ACCORDO SUL TAVOLO - Era una bella vittoria della diplomazia sopraffina, questo accordo è il caso di dirlo. Perché poi a guardarlo dentro questo documento di Cancun (lo chiamano «pacchetto bilanciato») si trovano semplicemente tante dichiarazioni politiche e d’intenti, nessuna vincolante, nessuna operativa. Per adesso. È tutto rinviato al prossimo vertice di Durban del 2011. Eppure dopo il fallimento del vertice di Copenaghen dello scorso anno questo pacchetto messicano appare come un faro ad illuminare la nebbia che avvolge la nostra povera terra inquinata. Dentro c’é scritto che il protocollo di Kyoto deve continuare dopo la sua scadenza naturale, il 2012. E che i paesi che vi aderiscono dovranno tagliare le loro emissioni di CO2 da un minimo del 25 a un massimo del 40%. Non era scontato. Anzi. È stata Patricia Espinosa che si è andata a prendere a uno a uno i dissenzienti di Kyoto, a cominciare dal Giappone. E’ stata lei a convincere anche la Russia e il Canada. Lei che si è presa le lodi, pubbliche e sperticate, di un paese affatto docile, come l’India, per bocca del suo ministro Ramesh. Dentro il pacchetto ci sono anche i soldi del fast start per i Paesi in via di sviluppo (30 miliardi di dollari, 410 milioni da parte dell’Italia ) e poi il Green climate fund, un fondo per far decollare l’economia verde nel mondo con 100 miliardi di dollari l’anno gestito per tre anni dalla Banca mondiale e da 40 Paesi membri (25 in via di sviluppo e 15 sviluppati). Anche Felipe Calderon, il presidente messicano, può ridere, stanotte. «Ma chi è stata davvero straordinaria è stata la presidente della conferenza Patricia Espinosa», dice Stefania Prestigiacomo, il nostro ministro dell’Ambiente, con un pizzico di amaro in bocca: «Non avremmo potuto farcela anche noi in Europa, lo scorso anno a Copengahen?».


Corriede della Sera del 11 dicembre 2010

domenica 5 dicembre 2010

ASSEMBLEA SUI RIFIUTI DEL 03/12/2010, GUARDA GLI INTERVENTI!

Presentazione Assemblea

Intervento Rossano Ercolini 
 


Intervento Marco Gambini
 


Intervento Adriano Mei
 


Intervento Piero Medi
 



Luca Fioretti  
  


Azienda Cavallari

Quattrini


Discussioni finali
     

La sentenza finale del Consiglio di Stato

SINTESI: SI  RIVOTA TRA LA SARTINI E LA SORDINI ENTRO DUE MESI!





N. 08470/2010 REG.SEN.

N. 06551/2010 REG.RIC.


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 6551 del 2010, proposto dalla signora Gloria Anna Sordoni, rappresentato e difeso dall'avv. Bruno Leuzzi, con domicilio eletto presso il medesimo in Roma, via Lucrezio Caro N. 63; 
contro
Comune di Monte San Vito, Adunanza dei Presidenti delle Sezioni per L'Elezione Diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale; Ufficio Elettorale della Sezione N.2 Elezione Diretta Sindaco e Consiglio Comunale, rappresentato e difeso dall'avv. Maurizio Borgo, con domicilio eletto presso Avv. Generale dello Stato in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti di
Sabrina Sartini, Manuela Bora, Lino Secchi, Paolo Pompignoli, Candelaresi Fabio, Michele Sebastianelli, Claudio D'Angelo, Loris Bernacchia, Luciano Giacometti, Manuela Grilli, Francesco Calignano, Marco Mazzanti, Alberto Pigliapoco, Alessia Chiodi, Renato Bonucci, Michela Marinangeli, Stefano Pacetti, Fabiano Pieralisi, rappresentati e difesi dagli avv. Giovanni Ranci, Pietro Ranci, con domicilio eletto presso Elio Vitale in Roma, viale Mazzini 6;
Rosemary Martarelli, rappresentato e difeso dall'avv. Silvio Crapolicchio, con domicilio eletto presso Silvio Crapolicchio in Roma, via Belsiana, 100;
Alberto Bastianelli, Moreno Bertini, Alison Discepoli, Erika Fulgenzi, Rossella Martarelli, Katia Pigliapoco, Fabio Piombetti, Emanuele Re, Alessandro Scaloni, rappresentati e difesi dall'avv. Franco Boldrini, con domicilio eletto presso Gianluca Giovannetti in Roma, via Lucrezio Caro N. 63; 
per la riforma
della sentenza del T.A.R. MARCHE - ANCONA: SEZIONE I n. 02461/2010, resa tra le parti, concernente PROCLAMAZIONE ELETTI - CONSULTAZIONI COMUNALI ANNO 2009

Visto il ricorso in appello e i relativi allegati;
visti gli atti di costituzione in giudizio di Ufficio Elettorale della Sezione N.2 Elezione Diretta Sindaco e Consiglio Comunale e di Sabrina Sartini e di Manuela Bora e di Lino Secchi e di Paolo Pompignoli e di Candelaresi Fabio e di Michele Sebastianelli e di Claudio D'Angelo e di Loris Bernacchia e di Luciano Giacometti e di Manuela Grilli e di Francesco Calignano e di Marco Mazzanti e di Alberto Pigliapoco e di Alessia Chiodi e di Renato Bonucci e di Michela Marinangeli e di Stefano Pacetti e di Fabiano Pieralisi e di Rosemary Martarelli e di Alberto Bastianelli e di Moreno Bertini e di Alison Discepoli e di Erika Fulgenzi e di Rossella Martarelli e di Katia Pigliapoco e di Fabio Piombetti e di Emanuele Re e di Alessandro Scaloni;
viste le memorie difensive;
visti tutti gli atti della causa;
relatore nell'udienza pubblica del giorno 23 novembre 2010 il Cons. Marzio Branca e uditi per le parti gli avvocati Leuzzi, l'Avvocato dello Stato Fedeli, Ranci, Crapolicchio e Boldrini.
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO
All’esito delle elezioni per la carica di sindaco e di consigliere comunale svoltesi il 6 e 7 giugno 2009 nel Comune di Monte San Vito (AN), il candidato sindaco per la lista n. 2 “Democratici e Riformisti” la signora Sabrina Sartini e altri candidati delle medesima lista, hanno adito il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche chiedendo l’annullamento:
- dell’atto di proclamazione degli eletti contenuto nel verbale delle operazioni dell’Adunanza dei Presidenti delle Sezioni per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale – anno 2009 – del Comune di Monte S. Vito;
- delle operazioni di voto tenutesi nella Sezione Elettorale n.1 che ha attribuito alla lista n.1 un voto già dichiarato non attribuibile e nullo;
- delle operazioni di voto tenutesi nella Sezione Elettorale n.2 del Comune di Monte S.Vito, che non ha attribuito n.2 schede recanti altrettanti voti espressi per la lista n.2;
- dell’atto con il quale il Sindaco ha pubblicato i risultati delle elezioni;
- di ogni atto precedente, presupposto, contestuale successivo e conseguente comunque connesso e correlato, nulla escluso, ivi comprese, in via del tutto subordinata, le operazioni di voto dell’Ufficio Distaccato della Sezione per la raccolta del voto con procedura speciale degli elettori ricoverati in luogo di cura con meno di 100 posti letto,
nonché per la correzione dei risultati elettorali quali proclamati dall’Adunanza dei Presidenti delle Sezioni del Comune di Monte S. Vito, con conseguente statuizione di rituali esiti delle elezioni sia per quanto riguarda il candidato Sindaco, sia per quanto attiene alla lista vincente collegata al candidato Sindaco.
Il sindaco proclamato eletto signora Gloria Anna Sordoni, ed altri candidati della lista n. 1 “Insieme per Monte San Vito – Lista Sordoni”, ha proposto ricorso incidentale reclamando la mancata attribuzione di due voti considerati nulli in sede di scrutinio.
Il TAR delle Marche, con la sentenza in epigrafe, ha accolto in parte il ricorso principale annullando la attribuzione del voto contestato alla Lista Sardoni, ed ha respinto il ricorso incidentale proposto dalla Sig.ra Sordoni Gloria Anna.

Conseguentemente, ha annullato, in parte qua, il verbale delle operazioni dell'Ufficio Elettorale di Sezione n. 1 nonché il verbale delle operazioni dell'Adunanza dei Presidenti delle Sezioni.
Ha quindi disposto la correzione dei risultati elettorali assegnando alla lista n. 1 la cifra elettorale complessiva di n. 1.653 voti validi, pari alla cifra elettorale della lista n. 2.
Ha inoltre annullato il verbale delle operazioni dell'Adunanza dei Presidenti delle Sezioni della parte in cui proclama eletto alla carica di Sindaco del Comune di Monte San Vito la Sig.ra Sordoni Gloria Anna anziché prendere atto della parità di voti, tra la predetta candidata e la candidata sindaco Sig.ra Sartini Sabrina, e disporre, ai sensi dell’art. 71 comma 6 del D.Lgs. n. 267/2000, la prosecuzione del procedimento elettorale mediante espletamento del turno di ballottaggio tra le due suddette candidate.
Ha annullato, in fine, il verbale delle operazioni dell'Adunanza dei Presidenti delle Sezioni della parte in cui procede alla ripartizione del numero dei seggi di consigliere comunale.
La signora Sardoni ha proposto appello per la riforma della sentenza.
Si sono costituiti in giudizio per resistere al gravame la signora Sartini e i candidati della sua lista, che hanno anche avanzato appello incidentale per la parte di soccombenza.
Si è anche costituita nel giudizio di appello la signora Resemary Martarelli , presidente del seggio n. 1, sostenendo la legittimità del procedimento elettorale e l’infondatezza del ricorso di primo grado.
Si sono costituiti in giudizio a sostegno delle tesi dell’appellante il sig. Alberto Bastianelli e gli altri candidati della Lista Sordoni meglio specificati in epigrafe.
Le parti hanno depositato memorie.
Alla pubblica udienza del 23 novembre 2010 la causa è stata trattenuta indecisione.
DIRITTO
1. La materia del contendere concerne tre distinte contestazioni.
L’appellante principale Sordoni lamenta:
1) l’annullamento in primo grado della attribuzione alla lista “Insieme per San Vito – Lista Sordoni” di una preferenza in un primo momento qualificata come contestata e non attribuita, e successivamente riconosciuta come valida nella sezione elettorale n. 1. Si tratta della scheda recante oltre la croce sul simbolo della lista, anche l’espressione di voto per un candidato nominato “Cirillo”, preceduta da una macchia sulla quale compare un segno interpretabile come S o 5;
2) la mancata attribuzione di due voti nella sezione n. 2, che il seggio ha annullato. I primi giudici hanno ritenuto corretto l’operato della Sezione, perché in un caso (scheda Sassaroli), l’espressione del voto presentava un chiaro segno di riconoscimento; nell’altro caso, si è ravvisata l’incertezza della volontà dell’elettore, in quanto il voto è stato espresso a favore di due diverse liste.
2. La parte appellata (candidata Sartini), a sua volta, ribaditi tutti i motivi di ricorso esposti in primo grado e dichiarati assorbiti, in via incidentale impugna il rigetto delle censure afferenti alla mancata attribuzione di 2 preferenze alla lista Democratici e Riformisti nella sezione n. 2, nonostante che, secondo l’assunto, la volontà dell’elettore fosse chiaramente intellegibile.
3. Tutte le suesposte doglianze sono infondate.
Con riguardo alla contestazione della sentenza nella parte relativa all’annullamento della scheda “Cirillo”, l’appellante invoca il principio di favore per la validità del voto, sancito dagli art. 64 e 69 del d.P.R. n. 570 del 1960, per cui le ipotesi di nullità devono limitate ai casi in cui segni o errori siano tali da far ritenere in modo inoppugnabile la volontà dell’elettore di far riconoscere il proprio voto.
Ad avviso del Collegio il richiamato principio nella specie non può essere applicato.
Si è in presenza, infatti, di una espressione della preferenza che: a) presenta una vistosa macchia che richiama il tentativo di apportare una cancellatura; b) sulla macchia è stato tracciato un segno curvilineo a forma di S; c) il nome Cirillo non corrisponde ad alcun candidato della lista Sordoni.
Si tratta di un complesso di diverse irregolarità che, isolatamente considerate, non avrebbero consentito di raggiungere la certezza circa la volontà dell’elettore di rendere riconoscibile il voto, ma che, invece, cumulandosi in unico contesto, assumono quel requisito di inspiegabilità sul piano razionale, che impone di pervenire all’annullamento del voto.
Le argomentazioni dell’appellante in punto di fatto non appaiono idonee a contrstare la detta conclusione.
La somiglianza del nome vergato “Cirillo” con quello del candidato Cillo Thomas avrebbe assunto un qualche rilievo se risultasse positivamente che il sig. Cillo veniva abitualmente soprannominato Cirillo; ma di questo assunto non è fornita alcuna dimostrazione, né risulta, quasi a prova del contrario, che alcuna delle 36 preferenze attribuite al Cillo sia stata espressa con il nome di Cirillo.
Né può trarsi argomento dal fatto che la S, figurante sulla cancellatura, sarebbe in realtà un 5, scritto male, che corrisponde al numero occupato dal sig. Cillo nella lista Sordoni. Ed invero, il segno in questione pare interpretabile come 9 non meno che come 5.
La sentenza impugnata, pertanto, merita di essere confermata quanto al profilo in esame.
4. Alla stessa conclusione, peraltro, deve pervenirsi con riguardo agli altri capi della decisione.
Le 2 schede di cui l’appellante pretende l’assegnazione sono correttamente descritte dai primi giudici, e denunciano, l’una la riconoscibilità evidente (scheda Sassaroli); l’altra, con la espressione del voto nella prima e nella seconda casella, denota obiettiva incertezza sulla volontà dell’elettore.
Ma altrettanto incontestabile risulta l’indecifrabilità dell’intenzione di voto nelle 2 schede la cui attribuzione è rivendicata dalla lista Democratici e Riformisti. In entrambi i casi si rinviene una croce, i cui tratti, pur intersecandosi nella casella centrale “Democratici e Riformisti”, sono accompagnati da altri segni debordanti in altre caselle, che, semmai, depongono nel senso di voler cancellare il voto espresso.
Anche l’appello incidentale, pertanto, deve essere respinto.
5. L’esito del giudizio evidenzia posizioni di soccombenza di entrambe le parti contrapposte e ciò giustifica la compensazione delle spese di questo grado di giudizio.
P.Q.M.
definitivamente pronunciando sull'appello principale e sull’appello incidentale li respinge entrambi;
compensa le spese;
ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 novembre 2010 con l'intervento dei magistrati:
Calogero Piscitello, Presidente
Marzio Branca, Consigliere, Estensore
Francesco Caringella, Consigliere
Carlo Saltelli, Consigliere
Roberto Chieppa, Consigliere




L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 03/12/2010
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

sabato 4 dicembre 2010

VIDEOINTERVISTE AI PERSONAGGI POLITICI DEL NOSTRO COMUNE, AUTUNNO 2010

Rossella Martarelli
Portavoce LISTA SORDONI
Insieme Per Monte San Vito



Loris Bernacchia
Coordinatore PD Monte San Vito

mercoledì 24 novembre 2010

Scorie nucleari: il pericolo bussa anche a casa nostra

L’homo technologicus alla guida di un auto senza freni: un paradosso che come tale insiste sul nucleare come fattore di sviluppo, benché problematico.
E invece il futuro può ben vivere di altro, di processi controllabili basati sul diritto alla salute e sul vero progresso.
Prima se ne prende coscienza e meglio è, perché le cosiddette “scorie”, ovvero i rifiuti che originano dal ciclo produttivo dell’energia nucleare, resteranno sempre un problema insoluto: prodotte secondo un iter complesso che va dalle miniere di uranio ai centri di arricchimento, dalle centrali elettro-nucleari agli impianti militari, le scorie portano sempre allo stesso drammatico interrogativo: dove piazzarle? 52 sarebbero le risposte possibili, almeno secondo quanto pubblicato in un articolo del “Sole 24 Ore” dello scorso 22 Settembre.
Scritta in quelle pagine, infatti, la notizia di 52 aree ritenute idonee allo stoccaggio delle scorie radioattive, siti che sono stati individuati dalla Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari), controllata  al 100% dal Ministero dell’Economia. La lista di bacini redatta da questa società, e presentata di recente al Governo, accoglie anche un’area compresa nella provincia di Ancona: per quanto riguarda la precisa definizione del sito, però, ad oggi non è possibile indicarne con chiarezza i confini, benché si sappia che la zona destinata a valutazione si trova tra i comuni di Jesi, Osimo e Filottrano. Le ipotesi più accreditate in ordine alla ubicazione dell’impianto di stoccaggio (che prevede un impegno di suolo pari a circa 300 ettari) sono due: una indica la località di Sant’Ignazio di Osimo, mentre l’altra punta il dito sulla località di San Faustino di Cingoli. L’incertezza relativa all’effettivo perimetro del sito la si deve al fatto che la mappatura effettuata è stata sottoposta a segreto, dacché il premier Berlusconi ha chiesto alla Sogin di posticipare la comunicazione sui punti individuati per lo stock delle scorie. Anche in assenza di dati precisi, però, il fatto che le località in ballo siano numerose (non in tutte verrà realizzato il proposito in questione) non ci rassicura affatto, e questa è una preoccupazione che si aggiunge a quella già persistente dovuta ai tanti e gravi problemi ambientali che affliggono le nostre zone. A tal proposito, e in tema di energia, è opportuno ricordare che nella sola Bassa-Media Vallesina si dispiega già una potenza (efficiente) lorda pari all’86% dell’intera produzione elettrica della Regione Marche, e aggiungere il problema dei rifiuti nucleari significherebbe violare un terreno già violato, solcato da elementi e processi impattanti quali, in primo luogo, le centrali Api, il rigassificatore e il percorso di riconversione Sadam. La conclusione non può che essere la stessa di sempre: le scelte sono sostenibili solo se sappiamo dove ci conducono, solo se ne valutiamo a monte il peso (e in molti casi è possibile farlo davvero, non fosse altro che per il gravame già intollerabile di cui si ha cognizione). Ma le fonti rinnovabili, quelle sì, sarebbero un’auto verde, governabile e sicura, tanto per l’ambiente quanto per le nostre economie, produzioni che nel territorio trovano davvero il loro primo motore di sviluppo.

Connett: rifiuti zero si può!!

Un monito lanciato tanto alle comunità quanto alle industrie: essere responsabili conviene sempre, anche e soprattutto nella gestione dei rifiuti. Paul Connett, professore emerito di chimica ambientale presso l’Università St. Lawrence di Canton (New York), chiarisce bene il punto, e lo fa a partire da una domanda cruciale: sono davvero così obbligate le scelte sino ad oggi preferite per lo smaltimento dei rifiuti? Piuttosto, sostiene Connett, dovremmo sforzarci di pensare la questione in termini di energia, e ciò significa favorire le pratiche alternative alla mera distruzione dei rifiuti, ovvero la modulazione produttiva ed il riciclo.
Nessuna vera ipotesi risolutiva, infatti, può passare per un inceneritore! Bruciare 1 tonnellata di rifiuti equivale a generare non più di 5 mln di unità termiche, mentre riciclarla consente un risparmio di circa 17 mln di dette unità. Con ciò, vogliamo ricordare che l’inceneritore è una scelta insostenibile a tutti gli effetti: fortemente lesiva del diritto alla salute (gravissima è la dispersione di diossina implicata), questa falsa soluzione si mostra anche anti-economica, dacché legata ad un principio di redditività completamente fittizio. Eppure, dismettere la pratica degli inceneritori si può, e la strategia “rifiuti zero” teorizzata da Paul Connett lo dimostra con facilità. Basata sul riciclo e sulla pratica della raccolta differenziata, essa risulta vincente proprio sul campo della ri-messa in bonifica dei territori. Lo stesso Connett ci porta esempi di successo, tra i quali l’operato dell’industria Xerox, che pratica il recupero di vecchie fotocopiatrici da ben 16 diversi paesi, con un esito del 95% di riciclaggio (per un risparmio di 76 mln di dollari l’anno!).
Per quanto attiene alla differenziata, Connett ne mette in luce l’importanza anche con riguardo alle possibilità di compostaggio del cosiddetto materiale organico pulito: compostare i rifiuti organici permette infatti di restituire al terreno humus prezioso, evitando al contempo che questo materiale finisca in discarica, destino che, laddove realizzato, renderebbe tali rifiuti irrimediabilmente inquinanti. Punto focale di questo approccio, quindi, è il recupero dei rifiuti riciclabili. Quanto alla componente del pattume cosiddetta residua, opportuna sarebbe la riproduzione del sistema adottato in Nuova Scozia, dove simile frazione viene ulteriormente frazionata in due: una parte, sottratta con precisione ai residui più persistenti (cioè quelli ancora inutilizzabili), accoglie materiale comunque re-impiegabile, mentre l’altra costituisce di conseguenza uno scarto sempre più in diminuendo. E per queste “rimanenze” ostinate ma in via di riduzione, la ricerca attiva di un loro utilizzo locale e sostenibile va considerata quale via effettivamente praticabile.
In Italia il primo riferimento d’obbligo va all’operato del Comune di Capannori, dove il “porta a porta” ha mosso in breve tempo verso risultati eccellenti, con il conseguimento di una percentuale di differenziata dell’83%. Significative, a tal proposito, le parole di Rossano Ercolini, coordinatore dell’osservatorio sui Rifiuti Zero di Capannori, il quale, ricordando lo storico successo maturato dai capannoresi nella battaglia contro l’inceneritore, dice con orgoglio: “eravamo quelli che dicevano sì agli obiettivi di innovazione, anche dal punto di vista della scelta delle migliori pratiche, delle migliori tecniche e delle migliori possibilità alternative”. Annullare i rifiuti è davvero possibile, a patto che si riduca a monte la produzione dei materiali di scarto, contemporaneamente assoggettando a riciclaggio quelli già in circolo. Questa è la vera sostenibilità, un risultato che Connett ed Ercolini vedono raggiungibile nell’annualità 2020, e che passa per tre scelte di valore tanto preziose quanto urgenti: no all’inceneritore, no alla discarica e no alla mercificazione del pattume. In due parole, rifiuti zero.

Il Prof. Paul Connett è docente di chimica alla St. Lawrence University di Canton (New York), in cui ha insegnato per 15 anni. Ha ottenuto la laurea in scienze naturali all’università di Cambridge, ed il Ph.D. in chimica all’università di Dartmouth negli USA.
Negli ultimi 14 anni ha studiato i problemi legati alla gestione dei rifiuti, con un’attenzione particolare per le pratiche alternative all’inceneritore.
Ha partecipato a numerosi congressi internazionali sul tema della diossina, e ha redatto apprezzati documenti poi pubblicati sulle pagine di “Chemosphere”. Ha condotto ben 1500 presentazioni pubbliche in 48 stati degli USA, e anche in altri 40 paesi.



Rossano Ercolini, nato a Capannori (LU) il 7 maggio 1955 e qui residente, ha conseguito il diploma magistrale per poi esercitare la professione di insegnante elementare. E’ stato consigliere comunale al Comune di Capannori per la lista dei Verdi, e attualmente è socio di Legambiente. Entrato in Consiglio Regionale (Regione Toscana) il 21 gennaio 1991 in sostituzione di Claudio Del Lungo, vi è rimasto sino al 19 novembre 1991. Ha inoltre partecipato ai lavori della commissione consiliare Agricoltura, aderendo al gruppo dei Verdi. Proprio a Capannori, il 20 e il 21 novembre prossimi si terrà il 1° Seminario Nazionale per la ricerca sui rifiuti e per la promozione delle buone pratiche di sostenibilità ambientale. All’interno del seminario, la riunione congiunta del Team operativo e del Comitato Scientifico del Centro di Ricerca del Comune di Capannori, coordinata da Rossano Ercolini e dal Prof. Paul Connett.

Raccolta differenziata a Monte San Vito: Come siamo messi? Come funziona?

Per questo motivo abbiamo ritenuto necessario fornire poche righe utili per capire l’importanza e l’utilità di questo attualissimo argomento.
Molti cittadini di Monte San Vito da diversi mesi effettuano presso le proprie abitazioni la raccolta differenziata PORTA A PORTA, ma siamo veramente sicuri che tutti sanno che cos’è e come avviene?
Sentiamo continuamente parlare di necessità di nuove discariche e di fronti di cittadini che si oppongono alla loro realizzazione. La nostra Provincia è stata logisticamente suddivisa in 2 bacini, coordinati da appositi consorzi, che a loro volta si avvalgono di enti gestori per il servizio vero e proprio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ogni bacino dovrebbe essere autonomo ed indipendente in ogni fase. Il bacino 1, quello in cui rientra il nostro comune, coordinato dal “consorzio CONERO AMBIENTE” e gestito prima dalla CAM S.p.a. ora MARCHE MULTISERVIZI, risulta ancora sprovvisto di discarica. Ecco perché l’importanza che i comuni avviino la raccolta differenziata.

Il nostro comune è stato uno fra i primi ad avviare la raccolta differenziata rispetto agli altri comuni del suo stesso  ambito. Tutto inizia nell’Ottobre 2008, quando per la prima volta, nella frazione “Le Cozze”, viene introdotto il nuovo metodo di raccolta dei rifiuti solidi urbani, che fa scomparire il classico cassonetto stradale, sostituendolo con i tre raccoglitori domestici (bianco-carta, giallo-plastica, grigio-indifferenziato). L’anno successivo questo sistema viene adottato anche nella frazione “Borghetto” 

A partire dal mese di Marzo 2011, finalmente la raccolta differenziata verrà estesa a TUTTO il territorio comunale, interessando così anche il capoluogo e Santa Lucia, mentre per le campagne verrà effettuata con i punti di raccolta di prossimità, ovvero con le isole ecologiche (i cassonetti differenziati ).
La novità interesserà anche Le Cozze e Borghetto (che già hanno a regime il sistema di raccolta differenziata), con la raccolta che verrà effettuata a domicilio anche per la frazione organica (marrone) e il vetro.
I dati forniti mettono in evidenza l’importanza di questo sistema per vari motivi, tra cui innalzare il senso civico ed il rispetto per l’ambiente, prolungare il più possibile la vita delle discariche già esistenti (che può triplicarsi) cercando di evitarne così di nuove, e il contenimento  sulla ECOTASSA (tassa nazionale che viene applicata ai comuni che non raggiungono le soglie di differenziata imposte dalla Legge).
A tal proposito, se entro la fine dell’anno  in corso, la percentuale di differenziata del nostro comune arriverà al 50,01% avremo diritto alla riduzione della ecotassa da 24 euro a 14 euro per tonnellata: ecco perché invitiamo tutti i cittadini ad incentivare questa semplice procedura, che come abbiamo visto non può far altro che portare benefici per il nostro Comune.