venerdì 28 gennaio 2011

Nuovo casello di Gabella, urge saperne di più.

Bassa Vallesina e viabilità: che cosa bolle in pentola?

Non v’è dubbio che l’attenzione sul tema stia crescendo ogni giorno di più, e la tal cosa ci motiva direttamente a questa pagina. L’argomento staziona già da tempo nella stampa locale, senza che l’interesse, peraltro, vada scemando. Anzi, le domande non fanno che aumentare… del resto, questo accade anche nel nostro forum, che si è fatto specchio di un forte bisogno di informazione. 

Esiste davvero un piano infrastrutturale co-pianificato? Che cosa prevede? Qualcuno ne sa qualcosa? Sentiamo parlare di gravosi problemi connessi al nuovo svincolo autostradale di Gabella (Montemarciano), nonché di ipotesi progettuali già in fase di sviluppo. Proviamo a fare chiarezza, anzitutto partendo dal quadro viario presente, dove le uscite Ancona Nord (A14) e Chiaravalle (SS76; strada segnata in arancione nella mappa) costituiscono il reticolo principale di riferimento, con particolare criticità del tratto che le collega alla strada Sirolo-Senigallia (SP2; in blu nella mappa), segmento, questo, compreso nella direttrice Chiaravalle-Castelferretti (SP33) e indicato in giallo nella mappa. Tante (un vero e proprio groviglio) sono le strade che vanno a confluire su questo tratto, assi di collegamento su cui pesano, da una parte, i centri abitati di Monte San Vito e Chiaravalle, nonché, dall’altra, quelli di Camerata Picena, Agugliano, Polverigi ed Osimo. Interamente congestionata dal traffico, in questo quadro, è l’arteria di allaccio che unisce Chiaravalle e Piane di Camerata Picena al casello dell’A14 (sorte identica, del resto, colpisce lo stesso centro abitato di Chiaravalle).

Passiamo adesso, invece, alle ipotesi progettuali che sarebbero in cantiere, nonché alla viabilità tracciata in base ad esse: tutto ruota attorno ad un nuovo svincolo della SS76, pensato in località Piane di Camerata Picena (come da PRG di questo stesso Comune). La realizzazione di detta uscita sarebbe funzionale ad un collegamento veloce in direzione Chiaravalle, con un’arteria che muoverebbe dal nuovo svincolo verso la zona industriale di Monte San Vito, lasciando libero il centro cittadino chiaravallese (dunque alleggerito in termini di traffico). A questo punto, mettiamo insieme due elementi, ovvero lo svincolo di Piane di Camerata Picena e la nuova possibile proposta della Tangenziale Nord di Chiaravalle: grazie al primo, quest’ultima otterrebbe continuità, agevolando sia il collegamento con l’autostrada A14 (in verde nella mappa), sia (a ben vedere) la fruizione del nuovo casello di Gabella. L’unione di questi due elementi assicura che detta Tangenziale abbia adeguata estensione sino alla SS76, e impedisce la canalizzazione del traffico sull’asse Chiaravalle-Jesi (SP76; in azzurro nella mappa): in assenza di queste condizioni, infatti, si avrebbe un blocco da transito veicolare proprio all’ingresso del centro abitato di Chiaravalle. 

E allora torniamo al casello di Gabella, formulando un’ipotesi che a questo punto nasce spontanea: che cosa significherebbe il collegamento di questo casello alla SP76 senza passare per Chiaravalle (bensì aggirandone il centro dal lato sud), ma assicurando ugualmente uno sbocco per Jesi? La risposta, in base all’ipotesi progettuale esistente, significa una (preoccupante) cosa soltanto: l’attraversamento stradale del territorio monsanvitese, e precisamente, la realizzazione di una direttrice nei pressi della località Le Cozze, tracciata in rosso nello schema che proponiamo (di fatto, una linea che irrompe tra Le Cozze e Borghetto). Ecco spiegata, allora, l’attenzione crescente che si concentra sul tema. Ecco spiegata, soprattutto, la portata impattante del rischio che gravita su Monte San Vito. Se questo è il pericolo che corre il nostro territorio, se questo è il quadro che da tempo si va componendo, perché solo adesso ne sentiamo parlare? Che fine ha fatto la trasparenza delle scelte, tanto più di decisioni così importanti?
Non volendo creare nessun allarmismo infondato, ma cercando sempre di tenere alto il livello di attenzione su  tali questioni, speriamo vivamente che i diversi responsabili politici smentiscano le voci e le nostre ipotesi.
Chiaramente, qualora accadesse invece quello che abbiamo previsto, continueremo sempre a batterci perché le logiche urbanistiche siano volte non all’interesse di pochi ma ad un miglioramento della qualità della vita di noi cittadini.



Cosa sono la ‘Decrescita Felice’ e ‘Stop al consumo di territorio’ ??

ANDREA BERTAGLIO

DOMENICO FINIGUERRA
Domenico Finiguerra è il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, un piccolo paese della provincia di Milano. Finiguerra nasce a Milano il 3 settembre 1971. Nel 1996 si laurea in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con una tesi di ricerca sulle amministrazioni locali della provincia di Milano. Nel 2002 è eletto Sindaco di Cassinetta di Lugagnano con il 50,1 % alla guida di una lista civica di ispirazione di centrosinistra. Il 27 maggio 2007 viene riconfermato con il 62,1%, in netta controtendenza con il dato nazionale e provinciale, che vede una forte penalizzazione per il centrosinistra. Oggi non è iscritto a nessun partito. E’ promotore insieme a molti altri della campagna e del movimento nazionale “Stop al Consumo di Territorio” che il 24 gennaio 2009 ha preso avvio da Cassinetta di Lugagnano.






La Decrescita felice parte dal presupposto che la correlazione tra crescita economica e benessere non sia necessariamente positiva, ma che esistano situazioni frequenti in cui ad un aumento del Prodotto interno lordo (PIL) si registra una diminuzione della qualità della vita.

Il PIL si limita a calcolare il valore monetario delle merci, cioè dei prodotti e dei servizi scambiati con denaro. Il concetto di bene e il concetto di merce non sono equivalenti. Non tutti beni sono merci, e non tutte le merci sono beni. Secondo i sostenitori del MDF (Movimento Decrescita Felice), vi sono casi piuttosto frequenti dove i processi di autosussistenza, di risparmio energetico e di relazioni di scambio –che non transitano necessariamente per il mercato- permettono un incremento della qualità della vita contestuale ad una diminuzione del PIL. Quindi, viene auspicato l'aumento del benessere riducendo il PIL tramite autosufficienza e produzione in proprio. Un esempio classico è quello dell'economia contadina. Un altro concetto interessante è sicuramente quello della filosofia STOP al CONSUMO DI TERRITORIO, che nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti, con un’estensione devastante. 

Questo impiego di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura.
Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela risulta subordinata ad interessi finanziari sovente speculativi. Un meccanismo deleterio che per finanziare i pubblici servizi permette la svendita di terreno. Tutto ciò, porta da una parte allo svuotamento di molti centri storici
, e dall’altra all’aumento di nuovi residenti, generando una sorta di spirale: nuovi spazi e nuove attività, che a loro volta significano altre richieste e domande di servizi.. e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Dando vita a quella che si può definire la “città continua”. Dove esistevano paesi e identità municipali, ora troviamo immense periferie urbane, quartieri dormitorio senz’anima.

Ma i legislatori e gli amministratori possono fare altre scelte, seguire strade alternative? Sì!
Quelle che portano ad indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

Come potete vedere, basterebbero semplici azioni CONCRETE per salvare il luogo in cui viviamo e per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni. Ma occorre intervenire ora, in tutti i modi e in tutte le sedi. A tale riguardo, Viveremontesanvito ha sempre rimarcato la fattibilità delle scelte tese all’effettiva salvaguardia territoriale, anzitutto dando accesa battaglia allo sviluppo edilizio scriteriato. Di qui, l’attenzione particolare che la nostra associazione riserva allatematica urbanistica, e -più precisamente- alla variante al PRG. Fiduciosi di ottenere chiarimenti diretti durante l’assemblea pubblica del 4 Febbraio, qui ci limitiamo a riportare le proposte avanzate sul tema dai due schieramenti che si confronteranno al ballottaggio. Benché entrambi i programmi delle candidate a Sindaco parlino di crescita sostenibile (con riferimento particolare alla necessità di sviluppare i servizi), quello della lista Sordoni − “Insieme per Monte San Vito” propone contestualmente lo stralcio dei comparti edificatori (C11; C12) previsti dalla variante in oggetto, mentre quello dei “Democratici e Riformisti” propone un’inversione di tendenza che “limiti per quanto possibile l’ulteriore incremento edilizio di tipo abitativo”.

Breve cronistoria delle vicende amministrative/legali


1. Elezioni amministrative 2009, tre gli schieramenti in campo:  la lista Sordoni − “Insieme per Monte San Vito (N1), i “Democratici e Riformisti” (N2) e il gruppo “Uniti nel Centro-destra Il futuro che vogliamo” (N3). Esito delle amministrative 2009: vince la lista Sordoni − “Insieme per Monte San Vito”, con un solo voto di scarto sui “Democratici e Riformisti”. Proclamazione del Sindaco Gloria Anna Sordoni e successivo insediamento della Giunta; 

2. La lista “Democratici e Riformisti” presenta ricorso al Tar-Marche contro l’esito delle elezioni;

3. L’udienza, fissata per il giorno 10 Febbraio 2010, vede il rinvio della sentenza, mentre dispone l’acquisizione delle schede elettorali oggetto di contestazione. In data 9 Giugno 2010, il Tar-Marche si esprime sul ricorso elettorale dei “Democratici e Riformisti”, annullando il voto della vittoria alla lista Sordoni − “Insieme per Monte San Vito”. Pertanto, viene decretato il ballottaggio; 

4. Commissariamento del Comune di Monte San Vito (situazione tutt’ora presente e cominciata a seguito di questa sentenza); 

5. In data 20 Luglio 2010, la lista Sordoni −“Insieme per Monte San Vito” presenta ricorso innanzi al Consiglio di Stato, chiedendo l’annullamento della sentenza del Tar-Marche. Il Consiglio di Stato, con giudizio emesso il 23 Novembre 2010, conferma la sentenza del Tar-Marche, disponendo in via definitiva il ballottaggio (previsto per i giorni 13-14 Febbraio 2011).

Ballottaggio a Monte San Vito: si vota solo per l’elezione del Sindaco, due le candidate.



Considerata l’imminenza del prossimo appuntamento elettorale monsanvitese, vogliamo riservare questo spazio al solo tema del ballottaggio, a partire da una prima (importante) precisazione: il 13 ed il 14 Febbraio sarà possibile scegliere unicamente tra 2 liste, ovvero la lista Sordoni – Insieme per Monte San Vito” (N1) e i “Democratici e Riformisti” (N2).

Il ballottaggio, infatti, consiste in un confronto elettorale cui partecipano solo e soltanto gli schieramenti che hanno raggiunto la parità dei voti, e questa è proprio la situazione determinata dal Consiglio di Stato (vedi sopra). Due, quindi, le candidate a Sindaco: Gloria Anna Sordoni, a capo della lista civica “Insieme per Monte San Vito” (nonché Sindaco uscente del Comune di Monte San Vito), e Sabrina Sartini, alla guida della lista “Democratici e Riformisti”. Il corpo elettorale sarà lo stesso di quello valevole nel 2009: pertanto, a recarsi alle urne saranno solamente gli aventi diritto al voto di allora.

Tutti coloro che sono stati cittadini monsanvitesi ed elettori nel 2009, infatti, potranno votare anche in caso di intervenuto cambio di residenza. Per contro, la cittadinanza monsanvitese maturata solo dopo il Giugno 2009 non permette l’esercizio del voto. Preme ricordare l’appuntamento elettorale in arrivo, dacché con esso verrà finalmente deciso il futuro del nostro paese: in ossequio ai principi basilari dell’ass.ne Viveremontesanvito, primo tra tutti quello del civismo, ci sembra opportuno ricordare l’importanza del voto, esortando tutti i cittadini a recarsi presso le urne.

Votare è un diritto/dovere civico, nonché, vogliamo ricordarlo, il fondamento stesso della sovranità popolare. Questa volta non sarà possibile votare per i consiglieri: si sceglie unicamente il candidato a Sindaco, e da questa scelta dipenderà la composizione del Consiglio Comunale (le preferenze individuali maturate dai candidati consiglieri nel 2009, infatti, rimangono le stesse, senza possibilità di variazione).

Dunque, si tratterà soltanto di apporre una croce sul simbolo della lista che si preferisce. Un gesto semplice per una scelta determinante: quella del programma elettorale. Consapevole dell’importanza di questa scelta, già nel 2009 la nostra associazione cercò di mettere a confronto le diverse volontà programmatiche di tutti gli schieramenti implicati.

Per ovvi motivi di spazio, in queste pagine non possiamo riproporre l’intero esercizio, ma vogliamo comunque sottolineare questo nostro impegno, che passa anche per l’evoluzione di un progetto a noi caro, ovvero quello delle video-interviste (realizzate per la prima volta nello scorso Ottobre).

Oggi, a ridosso delle elezioni, ci siamo rivolti direttamente alle due candidate a Sindaco, chiedendo loro l’adesione a questo progetto,  concretamente finalizzato all’esposizione dei rispettivi programmi elettorali.

A tale riguardo, vi invitiamo sin da ora a visitare il sito della nostra associazione (www.viveremontesanvito.it), dove troverete sia le video-interviste, sia la versione integrale dei programmi elettorali.