sabato 5 febbraio 2011

I VIDEO DELL'ASSEMBLEA PUBBLICA "URBANISTICA A MONTE SAN VITO" DEL 04/02/2011

L'associazione rivolge un sentito ringraziamento a Don Mario per l'ospitalità e la disponibilità nell'organizzazione dell'assemblea presso la Sala della Comunità di Borghetto.

Intervento di Andrea Bertaglio


Intervista registrata a Domenico Finiguerra



Intervento dei rappresentati del Comitato Tutela della Salute e Ambiente della Vallesina



Comunicato di Gloria Anna Sordoni - Candidato Sindaco - Lista Civica "Insieme per Monte San Vito"


Intervento di Sabrina Sartini - Candidato Sindaco Lista Democratici e Riformisti 

Dibattito









A CONCLUSIONE--------------------------------------------------------------

Innanzitutto un sentito ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti all'assemblea di venerdì scorso, a don Mario che ci ha concesso la sala e sopportati con pazienza fino a tarda serata, a coloro che l'hanno tecnicamente resa possibile e sopratutto ai relatori, Andrea Bertaglio e Domenico Finiguerra.

La deplorevole “rissa verbale” , tra l’altro su un tema non centrale rispetto a quello dell’assemblea, ci ha costretti a chiudere bruscamente e ci ha privati della possibilità di tirare le somme della serata, approfittiamo ora del forum per farlo.
Ribadiamo che ancor prima che presentare il fatto specifico il nostro intendimento era quello di affermare con assoluta chiarezza la ns volontà di riappropriarci del diritto di poter intervenire nelle decisioni che ci riguardano come cittadini, elettori e contribuenti, PRIMA che queste vengano prese sopra le nostre teste e a nostra insaputa. Noi cittadini vogliamo essere CONSAPEVOLI e PARTECIPI di quello che ci accade e vivereMONTESANVITO si adopererà in tutti i modi per rendere questo non solo possibile ma normale.
Con l’assemblea di venerdì, oltre che far udire con chiarezza la nostra voce, abbiamo voluto rivolgere un appello a tutti – presenti e non – per chiedere aiuto sulla vicenda “casello di MMarciano” ma anche e soprattutto per pretendere trasparenza e condivisione da quelle istituzioni che ci rappresentano o dicono di farlo.

La sig.ra Sartini nel suo intervento ci ha per pochi minuti mostrato un documento ufficiale della provincia dal quale abbiamo potuto verificare che la proposta di soluzione della viabilità della bassa vallesina che abbiamo illustrato corrisponde effettivamente a quella sul tavolo, la stessa Sartini ci ha promesso di farci avere al più presto quel documento per darci modo di prenderne compiuta visione, speriamo che questo avvenga al più presto.
La lettera dei consiglieri provinciali – che non rappresenta la nostra posizione ed è stata citata solo a rafforzare il concetto di scarsa informazione - è stata correttamente indicata per quello che è: 
una lettera che alcuni consiglieri provinciali hanno inviato il 20 dicembre scorso, al presidente della giunta e del consiglio provinciali e ai loro colleghi per lamentare di essere all’oscuro di decisioni che riguardano proprio la “vicenda Casello”, decisioni, a loro dire, prese in sedi non istituzionali.
Più precisamente quei consiglieri riferisco di incontri paralleli ai tavoli tecnici della provincia (dei quali sembra non siano stati redatti i previsti verbali) promossi dal Presidente Raffaeli della Commissione Consiliare Urbanistica all’interno del PD.
Per quanto riguarda il fatto che uno dei firmatari sarebbe spinto da desiderio di rivalsa per la mancata concessione di un centro commerciale a Camerata, ci sembra immotivata dal momento che l’ipotesi che abbiamo illustrato prevede proprio quel centro commerciale.
A proposito della copianificazione da realizzarsi in sede provinciale ci sorge un dubbio, speriamo che chi può ce lo chiarisca.
Se uno dei soggetti chiamati a ratificarlo lo blocca cosa succede? I prg dei singoli comuni vengono bloccati di conseguenza, oppure ognuno procede per proprio conto? È facile immaginare che in questo caso la copianificazione è uno strumento molto debole che ogni soffio di vento può far volare via. Allo stesso modo è difficile comprendere come si possa accettare – in base alla copianificazione - di dividere gli onori quando gli oneri stanno tutti da una parte.

Nel caso specifico di quella che abbiamo definito sbrigativamente “circonvallazione nord di Chiaravalle” la comprensibile reazione di un monsanvitese potrebbe essere:
“ma come!!! Adesso che i chiaravallesi hanno finito di sperperare il loro territorio con una politica urbanistica scellerata, la circonvallazione pretendono di farsela da noi?!? Siano gli amministratori di Chiaravalle ad assumersi le proprie responsabilità di fronte ai loro cittadini. Noi a MSVito abbiamo già dovuto sopportare - fuori della ns. porta - la loro discarica!!!

Tornando alla “questione casello” ci sembra che proprio la realizzazione di quest’opera sia la chiave di volta di tutto il piano proposto per la risistemazione della viabilità.
La ns. domanda è questa? Ma a cosa è funzionale la realizzazione di questo nuovo casello a soli 5 km da quello di AN nord? Quale progetto lo prevede? Sicuramente non è quello che ci è stato mostrato venerdì sera perché qui – come ci è stato detto – siamo ancora lontani da una conclusione mentre i lavori della terza corsia sono già a Senigallia. O ne esiste uno di molto precente oppure la Provincia è in enorme e colpevole ritardo.

La questione del piano di finanziamento inoltre non è affatto marginale ne consequenziale alla stesura di un progetto, perché la possibilità di reperire i fondi può incidere direttamente sulla struttura del piano stesso. Spiegandosi con un esempio banale: se ho i soldi in tasca, posso decidere dove e cosa mangiare ma se intendo farmi invitare almeno la scelta del ristorante la devo lasciare ad altri.

La nostra opinione in generale sul piano che abbiamo avuto modo di vedere è assolutamente negativa perché è semplicemente la riproposizione di modelli ormai vecchi e che non possono risolvere i problemi attuali. In altre parole la soluzione al traffico non è una nuova strada.
Andrea Bertaglio ci ha chiaramente detto che la nuova sfida è la riduzione del problema e non l’applicazione di una soluzione tampone. Per fare questo non serve inventare nuove soluzioni, noi ci troviamo nella comoda situazione di poter osservare i possibili nostri futuri semplicemente guardando le soluzioni adottate in altre parti del mondo per valutarne i risultati. Ci Basta evitare gli errori commessi altrove e seguire i buoni esempi, questo è buon senso, usiamolo.
Un ultimo aspetto che non è stato affrontato in assemblea ma che è strategicamente rilevante, l’incessante consumo di territorio fertile ci mette nella condizione di renderci dipendenti dall’estero anche per i prodotti agricoli. Dopo la dipendenza energetica vogliamo anche quella alimentare?
A noi servono amministratori in grado di guidarci nel futuro, di quelli che vogliono trattenerci nel passato per negligenza o peggio non sappiamo più che farcene.

Nessun commento:

Posta un commento