sabato 9 luglio 2011

L’AUTOMEDICA A FALCONARA, UN NOSTRO DIRITTO

Falconara non perderà l’automedica: questo è il nome del gruppo facebook (oltre 2.000 iscritti) nato a difesa della postazione di emergenza sanitaria falconarese (POTES). Un nome che ci piace, perché immediatamente riferito all’importanza dell’automedica. Tagliarla significherebbe eliminare un servizio preziosissimo, efficace, continuativo e moderno.

Non possiamo non ricordare quanto l’automedica dia velocità e potenziamento agli interventi di soccorso:
in caso di bisogno, possiamo contare sulla presenza di un equipaggio specializzato, sulla figura di un medico che ci viene tempestivamente in aiuto. Un servizio attivo 24 ore su 24, capace di raggiungere il paziente con strutture e professionalità (tanto mediche quanto volontaristiche): un aiuto che ci viene appresso, senza l’affanno di doverlo cercare e/o rincorrere. E questo è vero tanto per gli abitanti di Falconara Marittima quanto per i cittadini di Monte San Vito, Chiaravalle, Montemarciano e Camerata Picena (per un bacino di utenza di oltre 60.000 unità). Infatti dobbiamo ricordare che il servizio dell’automedica falconarese (oltre 1.500 gli interventi messi in campo nel 2010) copre anche il nostro territorio e quello dei suddetti comuni limitrofi (sempre nel 2010, sono circa 80 gli interventi effettuati a Monte San Vito).




Eppure, in base alle proposte avanzate dall’ASUR-Marche in tema di riorganizzazione generale della spesa sanitaria regionale (determina 240/ASURDG del 28/3/2011), oggi rischiamo proprio di perdere la postazione di emergenza sanitaria sita a Falconara Marittima (postazione che oltre all’automedica comprende anche  un’ambulanza per il soccorso avanzato). Più precisamente, il rischio è che questa postazione venga “sostituita” con la cosiddetta ambulanza “infermierizzata”, cioè con un’ambulanza da ospitare presso la struttura ospedaliera di Chiaravalle.

Così facendo, però, il servizio non verrebbe in nessun modo rimpiazzato”. Piuttosto, verrebbe gravemente limitato, poiché non potremmo più contare sull’intervento del medico del 118.  Questo significa che il servizio perderebbe il suo vero potenziale, cioè la possibilità di una “stabilizzazione  immediata” del paziente. Difendere l’automedica di Falconara, pertanto, vuol dire difendere un servizio primario. Né ci sembra una buona soluzione quella di rimuovere la postazione falconarese per poi raggiungere Monte San Vito, Montemarciano, Camerata Picena e la stessa Falconara con l’automedica di Torrette: a questo proposito, va detto che Falconara occupa una posizione baricentrica rispetto all’area in cui opera il servizio. E non possiamo dimenticare che la migliore territorializzazione degli interventi è un requisito  irrinunciabile di ogni sistema di soccorso e gestione delle emergenze (peraltro non solo sanitarie). 

Inoltre dobbiamo mettere in evidenza che il rischio di perdere l’automedica di Falconara Marittima −rischio già grave di per sé stesso− si lega al più ampio pericolo di soppressione/riduzione/declassamento delle automediche già presenti e attive nella provincia di Ancona (basti pensare a Fabriano, ad Arcevia e a Sassoferrato).

Lottiamo per il mantenimento della POTES di Falconara Marittima, e facciamolo anche a mezzo delle  testimonianze di quanti debbono la propria vita all’automedica: è un nostro diritto e va fatto valere.

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